Latest Entries »

La prima volta non si scorda mai. Sia che si parli di sesso o che si parli del tuo primo film come sceneggiatore. Spero che vi piaccia, i commenti sono ben accetti. Cliccate sul link in basso e troverete l’intero film. Buona visione.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-55350755-9920-4213-8a0c-892b5e7c191f.html?iframe

OSCAR 2014 pronostici e opinioni

Purtroppo pronostici e assegnazioni personali non sempre coincidono! Quindi in grassetto c’è il pronostico e in corsivo il mio oscar personale. E se coincidono sono in grassetto/corsivo!

Miglior film
12 Anni Schiavo
American Hustle
Captain Phillips
Dallas Buyers Club
Gravity
Her
Nebraska
Philomena
The Wolf of Wall Street

Miglior attrice protagonista
Amy Adams – American Hustle
Cate Blanchett – Blue Jasmine
Sandra Bullock – Gravity
Judi Dench – Philomena
Meryl Streep – I Segreti di Osage County

Miglior attore protagonista
Christian Bale – American Hustle
Bruce Dern – Nebraska
Leonardo DiCaprio – The wolf of wall street
Chiwetel Ejiofor – 12 Anni Schiavo
Matthew McConaughey – Dallas Buyers Club

Miglior attrice non protagonista
Sally hawkins – Blue Jasmine
Lupita Nyong’o – 12 Anni Schiavo
Jennifer Lawrence – American Hustle
Julia Roberts – I segreti di Osage County
June Squibb – Nebraska

Miglior attore non protagonista
Barkhad Abdi – Captain Phillips
Jonah Hill – The Wolf of Wall Street
Bradley Cooper – American Hustle
Jared Leto – Dallas Buyers Club
Michael Fassbender – 12 Anni Schiavo

Miglior regista
David O. Russell – American Hustle
Alfonso Cuaron – Gravity
Alexander Payne – Nebraska
Steve McQueen – 12 Anni Schiavo
Martin Scorsese – The Wolf of Wall Street

Miglior sceneggiatura originale
American Hustle
Blue Jasmine
Dallas Buyers Club
Her
Nebraska

Miglior sceneggiatura non originale
Before Midnight
Philomena
12 Anni Schiavo
The Wolf of Wall Street
Captain Phillips

Miglior film straniero
Alabama Monroe – Una storia d’amore
La grande bellezza
Il sospetto
The missing picture
Omar

Miglior film d’animazione
I Croods
Cattivissimo Me 2
Ernest & Celestine
Frozen
Si alza il vento

Miglior fotografia
The Grandmaster – Philippe Le Sourd
Gravity – Emmanuel Lubezki
A proposito di Davis – Bruno Delbonnel
Nebraska – Phedon Papamichael
Prisoners – Roger A. Deakins

Miglior colonna sonora
The Book Thief
Gravity
Her
Philomena
Saving Mr. Banks

Dopo due mesi di programmazione free su Cubovision.it (per un totale di visualizzazioni che ha superato quota 10.000) e dopo la vittoria come miglior film italiano al Riff 2013 (e la menzione speciale al Bozner Filmtage 2013), AQUADRO, opera prima di Stefano Lodovichi scritta a quattro mani con il sottoscritto torna online, su Raicinema Channel, canale dedicato del portale Rai.tv. Per la visione del film, basta cliccare QUI

Ecco una recensione tratta dal blog CINECLASH

Aquadro è un film che nasce per il Web. Uno di quei progetti che tenta di aggirare la crisi profonda in cui è immerso il sistema produttivo-distributivo del nostro Paese, rinunciando alla sala per ricercare nuove forme di veicolazione che possano garantire al cinema italiano una visibilità maggiore rispetto a quella – piuttosto ridotta – dei circuiti festivalieri. Aquadro è soprattutto un film giovane. Non solo – e non tanto – perché getta il proprio sguardo sull’universo giovanile, tentando di comprendere quelle che sono le dinamiche relazionali della nuova generazione di adolescenti, ma soprattutto perché è pensato, progettato e realizzato da un cast tecnico e artistico la cui età media si aggira intorno ai trent’anni: dall’esordiente regista ventinovenne Stefano Lodovichi, al coetaneo sceneggiatore Davide Orsini, fino ai poco più che ventenni attori protagonisti Maria Vittoria Barrella e Lorenzo Colombi.
L’adolescenza dicevamo. Ma mi chiedo immediatamente: Aquadro è davvero un film che pone al centro del proprio interesse l’adolescenza in quanto tale? E’ assolutamente innegabile la presenza di alcuni riferimenti espliciti all’età dei due protagonisti Amanda e Alberto, entrambi sedicenni, così come è innegabile la connotazione anagrafica che porta con sè la cornice entro cui prende forma la loro storia d’amore: una gita scolastica. Eppure, nonostante questo, si ha continuamente la sensazione che la vicenda dei due protagonisti sia sottoposta all’azione di una forza centripeta che la comprime, isolandola da contesti generazionali che – forse – avrebbero finito per replicare quel fastidioso “effetto Muccino” che da tanti anni affligge il nostro cinema, e che ha poi trovato nel filone “mocciano” una sua (in)degna linea di continuità. Per fortuna Aquadro sfugge a questa infelice sorte.
L’effetto di questa forza – e la sua stessa esistenza – è rinvenibile solo a partire da un dissezionamento del film che ci consenta di considerare separatamente alcuni aspetti che lo caratterizzano. Iniziamo col constatare il fatto che le “presenze” all’interno del film che possono assurgere allo statuto di “personaggi” si contano sulle dita di una mano e sono esattamente tre: Alberto, Amanda e Barbara (la migliore amica della protagonista), alle quali si può – e forse si deve – aggiungere un’ulteriore presenza “virtuale”, quella di Nanà, una ragazza con la quale Alberto intrattiene una relazione a pagamento in webcam.
Da questa prima constatazione ne scaturisce immediatamente una seconda: l’assenza di un reale contesto familiare e/o scolastico che si proponga come reale termine di confronto con il ristrettissimo nucleo appena indicato. E questa mi pare essere, probabilmente, la scelta più significativa nel favorire (e forse persino nel determinare) il decentramento della “questione adolescenziale”, escludendo a priori la possibilità di alcuni escamotage narrativi (primo tra tutti lo stereotipato “scontro generazionale”) che avrebbero inevitabilmente spostato il fuoco dell’attenzione verso la divergenza di visioni che sarebbe derivata dalla presenza di personaggi adulti.
La visione è invece fortemente ancorata a quel nucleo centrale di personaggi in un modo quasi ossessivo, che finisce per decontestualizzare l’intera vicenda e trascinarla fuori da ogni coordinata temporale. Si pensi per esempio – e questa potrebbe essere una terza constatazione all’interno della nostra analisi – al registro espressivo dei personaggi e al loro comportamento, che li rende quasi anacronistici rispetto a quei sedici anni che segnano la loro età anagrafica.
Ma allora, una volta individuati i tratti salienti di questo contesto tanto staccato da una qualsiasi forma di realtà materiale, viene da chiedersi: su cosa poggia Aquadro? E quali sono le motivazioni che possono giustificare una simile impostazione?
Ebbene, a mio parere Aquadro muove da un elemento diegetico (l’ossessione di Aberto per la “virtualità”, per l’immagine filmata o fotografata, il suo essere sospeso tra una vita fatta di corpi e una fatta di schermi) per interrogarsi su quella che potremmo definire una riconfigurazione dell’individualità (e della soggettività) all’interno di un panorama mediale che ha profondamente modificato il nostro modo di relazionarci (anche da un punto di vista sentimentale/sessuale) agli altri, fino al punto da ridefinire drasticamente i parametri della nostra visibilità (come scoprirà a sue spese Amanda).
E all’interno di questa struttura trova senso la significativa sequenza d’apertura in cui la protagonista impara a mettere un assorbente interno guardando un tutorial su YouTube, quasi a voler traslare da subito una situazione intima all’interno di un confronto dialettico tra realtà materiale (fisica, corporea) e presenza virtuale (l’immagine sullo schermo).
Aquadro dimostra dunque di saper veicolare spunti di riflessione interessanti, e di fondare la propria struttura su una precisa idea di “contemporaneità” che emerge con assoluta precisione. Tutto questo riesce a ridimensionare l’incidenza di qualche piccolo “scricchiolio” che incrina la solida struttura sin qui delineata, ma che non può che essere ampiamente giustificato nell’economia complessiva di un’opera prima. Talvolta, forse, le immagini avrebbero potuto parlare di più, sottraendo peso e spazio a quelle situazioni e/o dialoghi che sembrano rivolgersi allo spettatore con un “ora ti spiego”, come accade per esempio quando la forza visiva della enorme scritta “A2” sulla vetrata della scuola viene neutralizzata (o quantomeno ridimenzionata) dalla sequenza immediatamente successiva che sembra volerci “spiegare” – per l’appunto – l’accaduto. Si sarebbe potuto optare, inoltre, per un uso meno invasivo della musica, lasciando spazio a rumori e silenzi che talvolta avrebbero saputo raccontare molto più di quanto non facciano alcuni pezzi di puro accompagnamento.
Ciò non nega, tuttavia, la riuscita di un’operazione coraggiosa, che ha saputo trovare nel Web uno spazio per poter sperimentare, e anche per poter sbagliare eventualmente, senza la pressione del Grande Schermo che, a fronte delle sue dimensioni, non sempre sa farsi garante di una visibilità che il cinema italiano deve ritrovare.

E voi che ne pensate? Buona visione

Signori, ci siamo!

Da oggi su cubovision.it è disponibile AQUADRO, opera prima di Stefano Lodovichi scritta a quattro mani col sottoscritto Davide Orsini.
Film che vede la luce dopo due anni e mezzo di passione, film di cui siamo orgogliosi e soddisfatti.

Per vedere il film completo, clicca QUI

Ecco le prime recensioni:

“La prima volta non si scorda mai”, frase di lancio sulla locandina, può richiamare immediatamente alla memoria i vari American pie e simili; ma il lungometraggio d’esordio del grossetano classe 1983 Stefano Lodovichi, sebbene ponga tra le sue principali tematiche la perdita della verginità, non rientra affatto nel filone delle commedie “sporcaccione” che piacciono tanto ai teen-ager d’oltreoceano e non.
Infatti, si comincia con il chiedersi se è vero che il 70% delle ragazze consumino la loro prima esperienza sessuale in gita, mentre facciamo conoscenza con la sedicenne Amanda alias Maria Vittoria Barrella, studentessa di un liceo artistico di Bolzano che inizia la sua storia d’amore con il coetaneo Alberto, tra videochiamate, messaggini e allenamenti di hockey.
Fino al momento in cui la ragazza scopre che quest’ultimo, interpretato da Lorenzo Colombi, nasconde dietro l’apparente normalità una passione per quel mondo del porno amatoriale in rete fatto di chat erotiche, video e discussioni su forum; tanto da arrivare non solo a capire che, forse, è proprio questa sua dipendenza a rendere complicata la loro intimità, ma anche ad assecondarlo prestandosi in giochi sempre più audaci e a farsi filmare quando si trovano a fare l’amore per la prima volta… (continua a leggere cliccando QUI)

Dal 15 marzo al 14 aprile sarà possibile visionare in free streaming su Cubovision, piattaforma web di Telecom Italia, Aquadro, opera prima del giovane regista Stefano Lodovichi, autore con Davide Orsini della sceneggiatura vincitrice del Premio Mattador 2011-2012 e finalista al Premio Solinas Experimenta del 2011. Il film, in concorso al 12° RIFF – Rome Independent Film Festival e al 27° Festival BolzanoCinema/Bozner Filmtage, può essere già considerato un interessante caso della nostra cinematografia contemporanea, che meriterebbe senz’altro di essere apprezzato sul grande schermo.
Amanda (Maria Vittoria Barrella) e Alberto (Lorenzo Colombi) sono due studenti sedicenni di un liceo artistico di Bolzano la cui storia d’amore inizia timidamente in gita scolastica durante il gioco della bottiglia. Tornati in città, tra una videochiamata ed un messaggino al cellulare, i due adolescenti vivono la loro storia al riparo da tutto e tutti, ma Alberto, dietro un’apparente timidezza, nasconde una vera passione per il mondo del porno amatoriale su web ed è un cliente abituale di chat erotiche a pagamento. Venuta a conoscenza della dipendenza del ragazzo, Amanda non lo allontana, ma, al contrario, cerca di assecondarlo arrivando al punto di farsi filmare mentre fanno per la prima volta l’amore in un’aula della scuola durante l’assemblea. Quando il video viene reso pubblico su internet e la loro intimità violata i due giovani diventano oggetto dello sguardo accusatore degli altri, vedendosi così costretti a prendere una decisione estrema che metterà a dura prova il loro futuro insieme.
Basato sulla reale vicenda che qualche anno fa coinvolse due adolescenti protagonisti di un video amatoriale conosciuto col nome di Forza Chiara, Aquadro è esattamente come un buon film dovrebbe essere: scritto in maniera intelligente, supportato da interpretazioni di valore e dotato di un linguaggio semplice e diretto. Nella pellicola dell’esordiente Lodovichi tutto sembra funzionare a meraviglia. Con estrema delicatezza e mai in maniera scontata il regista mostra un mondo non accessibile agli adulti, governato dalla logica semplice degli amori appena sbocciati. Un dolce universo in cui dietro un errore può celarsi un sentimento capace di capovolgere ogni regola e di ribellarsi agli schemi mentali della società. Percorrendo la strada intrapresa da Matteo Garrone col suo Primo amore, Lodovichi indaga le personalità contrapposte dei due protagonisti facendo un uso sapiente della camera a mano e del sonoro in presa diretta. Lo spazio lasciato ai silenzi e all’improvvisazione degli attori rende tutto estremamente credibile agli occhi dello spettatore e rappresenta il vero punto di forza del film. Una menzione speciale per Maria Vittoria Barrella, capace di emozionare con la sola dolcezza del suo sguardo, protagonista di un’interpretazione convincente che non potrà passare inosservata (continua a leggere QUI

Partendo dalle nomination, facciamo una panoramica

Miglior film
– Amour
– Vita di Pi
Argo (OUTSIDER)
– Lincoln (FAVORITO)

– Beasts of the Southern Wild (Re della terra selvaggia)
– Silver Linings Playbook
– Django Unchained
Zero Dark thirty (IL MIO OSCAR)
– Les Misérables

Quest’anno ci sono 9 film notevoli, e devo dire che Les Miserables meriterebbe di dare battaglia, perchè è stra-emozionante. Così come un film piccolo come Beasts of the Southern Wild. Argo è la scelta più ovvia, pur non partendo favorito vincerà. Ma il film della Bigelow è una un’incollatura sopra agli altri. Lincoln deludente, Silver Linings Playbook è un gioiellino.

Miglior regia
Michael Haneke per Amour (OUTSIDER)
Benh Zeitlin per Beasts of the Southern Wild (Re della terra selvaggia) (IL MIO OSCAR)
– Ang Lee per Vita di Pi
Steven Spielberg per Lincoln (FAVORITO)
– David O. Russell per Silver Linings Playbook

Non c’è Ben Affleck, non c’è Tarantino, non c’è la Bigelow. E allora che vinca il giovanissimo Benh all’opera prima.

Miglior attore protagonista
– Bradley Cooper per Silver Linings Playbook
Joaquin Phoenix per The Master (OUTSIDER)
– Daniel Day-Lewis per Lincoln (FAVORITO
)
Denzel Washington per Flight (IL MIO OSCAR)
– Hugh Jackman per Les Misérables

In attesa di vedere The Master, non assegno il premio. Che per ora è di Daniel Day Lewis, anche se a me Denzel piace tantissimo in Flight.

Miglior attrice protagonista
Jessica Chastain per Zero Dark Thirty (FAVORITA)
– Quvenzhané Wallis per Beasts of the Southern Wild (Re della terra selvaggia)
Jennifer Lawrence per Silver Linings Playbook (IL MIO OSCAR)
– Naomi Watts per The Impossible
Emmanuelle Riva per Amour (OUTSIDER)

Jessica è brava, ma non quanto Claire Danes. La Riva c’ha la sua età e il ruolo. La piccola Wallis è un mostro e non ruberebbe nulla. Ma la Lawrence è incredibile e almeno io glielo do (l’oscar).

Miglior attore non protagonista
– Alan Arkin per Argo
– Robert De Niro per Silver Linings Playbook
Philip Seymour Hoffman per The Master (FAVORITO)
– Tommy Lee Jones per Lincoln
Christoph Waltz per Django Unchained (OUTSIDER, IL MIO OSCAR)

In attesa di vedere Hoffman, come Christoph non c’è nessuno. Forse Alan Arkin, ma non abbastanza. Meritata la nomination di Robert De Niro, molto meno quella del vecchio Tommy.

Migliore attrice non protagonista
– Amy Adams per The Master
– Sally Field per Lincoln
Anne Hathaway per Les Misérables (FAVORITA, IL MIO OSCAR)
Helen Hunt per The Sessions (OUTSIDER)
– Jacki Weaver per Silver Linings Playbook

Ragazze, non c’è partita. La Hathaway regala i dieci minuti di emozioni più intensi da anni. Solo Kate Winslet dei tempi di gloria (e non tirando fuori quel poò di voce) riesce a trasmettere più emozioni di lei. Però tutti in piedi per Helen Hunt, che torna con un ruolo difficilissimo e lo fa da Dio.

Migliore sceneggiatura originale
– Flight
Zero Dark Thirty (IL MIO OSCAR)
– Django Unchained
– Amour
– Moonrise Kingdom

Mi piace tanto, ma proprio tanto Moonrise Kingdom, specie la sceneggiatura. Se la vince sono contento. Ma w la Bigelow.

Migliore sceneggiatura non originale
Argo (IL MIO OSCAR)
– Lincoln
– Vita di Pi
– Beasts of the Southern Wild (Re della terra selvaggia)
– Silver Linings Playbook

Qua è durissima, ma Argo ce la fa. Solo Silver Linings può davvero sfidarlo, anche se Beasts forse è la sceneggiatura più bella di tutte!

Miglior film straniero
Amour (Austria) (FAVORITO)
– Kon-Tiki (Norvegia)
– No (Cile)
– A Royal Affair (Danimarca)
War Witch (Canada) (OUTSIDER, IL MIO OSCAR)

Amour candidato anche a miglior film vincerà senza ombra di dubbio almeno qui. Film tristissimo War Witch, e in attesa di vedere Amour e No diciamo che gli do il mio oscar.

MINUTO 33: il regista Stefano Lodovichi in diretta su radio 3 per la trasmissione HOLLYWOOD PARTY, parla del film Aquadro, presentato ieri al festival del cinema di Roma nell’ambito del progetto WEB MOVIES.

Le riprese sono finite da poco meno di una settimana e già i primi rumors sul film si rincorrono. Oggi su Repubblica.it è apparso un articolo che ci riguarda da vicino, con la descrizione dettagliata del progetto Raicinema di film per il web. Tra questi ci siamo noi, e venerdi saremo all’Auditorium di Roma per la presentazione del trailer al Festival del cinema di Roma.
Inoltre sempre Repubblica ha pubblicato una prima clip del film, in anteprima.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Le riprese di Aquadro a Bolzano sono terminate. Ora il film è pronto per passare al montaggio e per essere presentato nell progetto “Web Movies” di Rai cinema durante il Festival Internazionale dei film di Roma (qui i dettagli)
Ecco l’intervista al regista, Stefano Lodovichi, fatta da Bls sul set, e alcune foto di scena.

Aquadro non è una storia vera, non è tratto dalla storia di Amanda T. Ma ne condivide l’universo tematico.
Il caso di Amanda T. ha avuto ulteriori sviluppi grazie agli hacker di Anonymous, che non sono rimasti indifferenti alla storia tragica della ragazzina canadese e hanno deciso di intervenire, pubblicando le generalità del presunto stalker che ha spinto Amanda al suicidio.
Questo è l’articolo.

A come Aquadro

Parlo ancora di Aquadro, perché ovviamente spero di creare un po’ di rumore intorno a questo film, un po’ d’interesse per la storia e i personaggi.

Online è sempre più facile reperire materiale pornografico girato da minorenni che emulano i beniamini del web a luci rosse senza (forse) una reale consapevolezza di ciò che fanno. Sono numerosissimi i casi analoghi a quello che raccontiamo in A2 in cui scuole, cinema, autobus, diventano set di scene hard, e in cui ragazzi, sempre più alla ricerca di un loro ruolo (inteso proprio come character), si mostrano in performance alla ricerca dello spettacolo, dell’intrattenimento fine a se stesso.
Questo film racconta di due ragazzi normali e di un tradimento, di una storia che danza in bilico su un filo: quello teso tra l’amore e la dipendenza, tra il puro e l’impuro, tra il giusto e lo sbagliato. Tutto il resto è la cornice (ormai normale e quotidiana) dell’Italia di oggi, in cui l’inconsapevolezza dei ragazzini permette loro di condividere con una indecifrabile (e potenzialmente infinita) platea di sconosciuti dogmi e aspetti della propria maturazione psicosociale e sessuale. Le storie di vite rovinate dall’abuso della tecnologia e dai suoi deflagranti danni potenziali sono all’ordine del giorno e sono storie crude e amare: basti ricordare il caso di Chiara da Perugia del 2005: un’intera famiglia che ha dovuto cambiare città, regione, paese; una vita e un’adolescenza segnati per sempre per colpa di un filmato e un pregiudizio: se una ragazza fa sesso a quindici anni è una sgualdrina. E non sono solo gli adulti a pensarlo, ma i tuoi coetanei, i tuoi compagni di classe, i tuoi amici. Perché la tecnologia, che lo ammettiamo o no, ha cambiato il modo di pensare e di comportarsi dei ragazzi.

Il cinema non ha affrontato il problema, mentre ogni tanto escono articoli cone quello di Amanda T. (manco a farlo apposta la nostra protagonista si chiama proprio Amanda) o altri più generali sul sexting.

Il tema è caldo, e Aquadro sta arrivando.