Io non credo che si possa insegnare a scrivere delle storie importanti, belle, significative, ma credo che sia necessario, per me e chiunque voglia avvicinarsi alla sceneggiatura, imparare a canalizzare la propria energia creativa in un discorso che possa essere compreso da tutti. Questo si può insegnare ed è quello che ho cercato di imparare durante i due anni di corso di “Creazione e Produzione Fiction” del Centro Sperimentale di Cinematografia, sede Lombardia.
Ho imparato a usare correttamente gli strumenti per poter rendere chiaro il mio discorso. Sottolineo “chiaro”: per me il cinema si rivolge alla gente e deve tener conto della gente, non con superficialità, né con senso di superiorità, ma con affetto. Amo il cinema che riesce a divertire, far sognare e instillare un dubbio sulle proprie convinzioni esattamente in quest’ordine. Amo molto i film che circondano anche i personaggi più negativi della dignità di esseri umani; amo la commedia all’italiana, Takeshi Kitano, Ken Loach, un cinema che riflette una realtà multiforme, anche violenta e cattiva, ma in cui ci si può ritagliare un angolo di magia o di calore umano per scaldarsi.
Spero di essere tra i giovani che scriveranno il prossimo cinema italiano: quelli che non devono aver paura di sfidare, con le loro storie e i loro personaggi, i problemi del nostro tempo e del nostro paese, prendendoli di petto e costringendo lo spettatore a farci i conti. Tutto questo deve essere, però, comunicato con sincerità e padronanza del linguaggio, fuggendo la noia, la pesantezza moralistica, la convinzione di essere in possesso di una superiorità ideologica nei confronti della gente comune. Comunicare è sempre uno scambio; solo in questo modo il cinema, che sembra un mezzo di comunicazione univoco, può ricevere qualcosa dal suo pubblico, oltre a dare qualcosa. Questo è il cinema che vorrei scrivere.
Scrivo. Forse la regia sarà un punto di arrivo di questo percorso, non un punto di partenza. Scrivere è il mio punto di partenza. Penso che un bel film debba poggiare su una base forte e prima bisogna imparare a costruire delle fondamenta solide. Per questo motivo, nei miei studi universitari presso l’ Università “La Sapienza” di Roma, Corso di Laurea in Arti e Scienze dello Spettacolo, mi sono concentrato soprattutto sulla drammaturgia in tutte le sue applicazioni, compresa la serialità televisiva. La tesi di laurea che ho scritto nel 2007 riguarda convergenze e divergenze tra due serie televisive all’apparenza molto diverse tra loro: Twin Peaks e Desperate Housewives, analizzate sia dal punto di vista narrativo che visivo.
Ho scelto di voler scrivere cinema e televisione anche perché mi permette di confrontarmi con un gruppo di persone che lavorano su uno stesso progetto, con diverse idee ed energie. L’esperienza sul set che ho fatto, specie come assistente alla regia, è stata illuminante, come lo è stata la mia unica regia all’attivo: Verona – non giurare sulla luna è un musical teatrale, messo in scena da me e un gruppo di cantanti e attori al Teatro delle Muse di Roma nel 2004.
E un confronto inaspettato e stimolante l’ho vissuto grazie agli studenti dell’ I.T.I.S. di Teramo. Nel 2008 e nel 2010 ho avuto il piacere di tenere un corso di quaranta ore sulla scrittura e l’analisi della narrazione cinematografica e televisiva. Il corso prevedeva poche ore di teoria propedeutiche a un’attività pratica di laboratorio, in cui gli allievi sono stati guidati nell’ideazione e produzione di un cortometraggio. I due prodotti realizzati dalla scuola ora partecipano a vari concorsi per corti: uno di loro è stato recentemente selezionato all’Efebocorto 2010 di Castelvetrano.
Insegnare è stato un momento molto formativo della mia carriera e mi ha costretto a confrontarmi con le mie competenze, la mia (poca) esperienza e un gruppo di ragazzi non sempre interessati. Creare qualcosa insieme, indicargli una via e sostenerli nell’ideazione di qualcosa che fosse “loro” (e non “mio”) è stato bellissimo. Un’esperienza che spero di fare ancora, in futuro.
Cinema e tv, questi i miei ambiti. Tuttavia la scrittura è qualcosa di variegato e spesso scrivo anche per altri generi e canali. Ho scritto un romanzo breve e qualche racconto, teatro, intrattenimento. Non ho ancora pubblicato (altrimenti lo sapreste), ma anche pubblicare è un punto d’arrivo, non di partenza. E io sono ancora sulla strada.