Signori, ci siamo!

Da oggi su cubovision.it è disponibile AQUADRO, opera prima di Stefano Lodovichi scritta a quattro mani col sottoscritto Davide Orsini.
Film che vede la luce dopo due anni e mezzo di passione, film di cui siamo orgogliosi e soddisfatti.

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Ecco le prime recensioni:

“La prima volta non si scorda mai”, frase di lancio sulla locandina, può richiamare immediatamente alla memoria i vari American pie e simili; ma il lungometraggio d’esordio del grossetano classe 1983 Stefano Lodovichi, sebbene ponga tra le sue principali tematiche la perdita della verginità, non rientra affatto nel filone delle commedie “sporcaccione” che piacciono tanto ai teen-ager d’oltreoceano e non.
Infatti, si comincia con il chiedersi se è vero che il 70% delle ragazze consumino la loro prima esperienza sessuale in gita, mentre facciamo conoscenza con la sedicenne Amanda alias Maria Vittoria Barrella, studentessa di un liceo artistico di Bolzano che inizia la sua storia d’amore con il coetaneo Alberto, tra videochiamate, messaggini e allenamenti di hockey.
Fino al momento in cui la ragazza scopre che quest’ultimo, interpretato da Lorenzo Colombi, nasconde dietro l’apparente normalità una passione per quel mondo del porno amatoriale in rete fatto di chat erotiche, video e discussioni su forum; tanto da arrivare non solo a capire che, forse, è proprio questa sua dipendenza a rendere complicata la loro intimità, ma anche ad assecondarlo prestandosi in giochi sempre più audaci e a farsi filmare quando si trovano a fare l’amore per la prima volta… (continua a leggere cliccando QUI)

Dal 15 marzo al 14 aprile sarà possibile visionare in free streaming su Cubovision, piattaforma web di Telecom Italia, Aquadro, opera prima del giovane regista Stefano Lodovichi, autore con Davide Orsini della sceneggiatura vincitrice del Premio Mattador 2011-2012 e finalista al Premio Solinas Experimenta del 2011. Il film, in concorso al 12° RIFF – Rome Independent Film Festival e al 27° Festival BolzanoCinema/Bozner Filmtage, può essere già considerato un interessante caso della nostra cinematografia contemporanea, che meriterebbe senz’altro di essere apprezzato sul grande schermo.
Amanda (Maria Vittoria Barrella) e Alberto (Lorenzo Colombi) sono due studenti sedicenni di un liceo artistico di Bolzano la cui storia d’amore inizia timidamente in gita scolastica durante il gioco della bottiglia. Tornati in città, tra una videochiamata ed un messaggino al cellulare, i due adolescenti vivono la loro storia al riparo da tutto e tutti, ma Alberto, dietro un’apparente timidezza, nasconde una vera passione per il mondo del porno amatoriale su web ed è un cliente abituale di chat erotiche a pagamento. Venuta a conoscenza della dipendenza del ragazzo, Amanda non lo allontana, ma, al contrario, cerca di assecondarlo arrivando al punto di farsi filmare mentre fanno per la prima volta l’amore in un’aula della scuola durante l’assemblea. Quando il video viene reso pubblico su internet e la loro intimità violata i due giovani diventano oggetto dello sguardo accusatore degli altri, vedendosi così costretti a prendere una decisione estrema che metterà a dura prova il loro futuro insieme.
Basato sulla reale vicenda che qualche anno fa coinvolse due adolescenti protagonisti di un video amatoriale conosciuto col nome di Forza Chiara, Aquadro è esattamente come un buon film dovrebbe essere: scritto in maniera intelligente, supportato da interpretazioni di valore e dotato di un linguaggio semplice e diretto. Nella pellicola dell’esordiente Lodovichi tutto sembra funzionare a meraviglia. Con estrema delicatezza e mai in maniera scontata il regista mostra un mondo non accessibile agli adulti, governato dalla logica semplice degli amori appena sbocciati. Un dolce universo in cui dietro un errore può celarsi un sentimento capace di capovolgere ogni regola e di ribellarsi agli schemi mentali della società. Percorrendo la strada intrapresa da Matteo Garrone col suo Primo amore, Lodovichi indaga le personalità contrapposte dei due protagonisti facendo un uso sapiente della camera a mano e del sonoro in presa diretta. Lo spazio lasciato ai silenzi e all’improvvisazione degli attori rende tutto estremamente credibile agli occhi dello spettatore e rappresenta il vero punto di forza del film. Una menzione speciale per Maria Vittoria Barrella, capace di emozionare con la sola dolcezza del suo sguardo, protagonista di un’interpretazione convincente che non potrà passare inosservata (continua a leggere QUI