Già! Complimenti a J.J. Abrams (la mente) e Matt Reeves (il braccio), perchè quando ci vuole ci vuole. Cloverfield, anche se non è certo arte, è comunque un film che va visto, anche solo per motivi sociologico-audiovisivi. Molto di più di un disaster movie in cui Manhatthan viene attaccata, ma un piccolo trattato sulla “generazione youtube”, quella che filma qualunque cosa con telecamere e videofonini pur di essere “videomaker”. Il film è tutto tranne che un documentario, è tutto costruito a tavolino e zeppo di effetti speciali, ma l’effetto è comunque sorprendente: 80 minuti di macchina a mano (a mio avviso di grande fattura), che riesce a narrare la storia con grande chiarezza visiva, ma che illude per tutto il tempo lo spettatore che tutto quello che sta vedendo potrebbe essere opera di chiunque si fosse trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Tanto di cappello. Vedere anche per capire cos’è l’era di youtube, dei reality, del digitale.