Inauguriamo una nuova categoria di articoli: STORIE DA GRANDE SCHERMO.
Stamattina, sfogliando online la Repubblica e il Corriere della Sera ho letto questa notizia: il popolo Lakota si ribella ai trattati stipulati con gli Usa 150 anni fa e stanno per attuare la Secessione. Sono pronti nuovi passaporti, non hanno più intenzione di pagare le tasse americane. Sono stanchi di secoli di promesse non mantenute.
Io la trovo una grande storia. Certo sono di parte, ho studiato e amato la storia del popolo Sioux, ma la loro voce è ancora capace di farsi sentire con umiltà e dignità, a differenza di tanti arroganti oratori.
Ps. Inauguriamo anche una nuova pagina in alto, così (se vogliamo) possiamo confrontarci su quelle che secondo voi sono STORIE DA GRANDE SCHERMO. Storie che vengono dalla cronaca o da altre fonti che possono essere potenzialmente cinematografiche. Io comincio con questa.





7 comments
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Dicembre 20, 2007 a 7:48 pm
giancarlo
Io invece ho amato “Soldato Blu” il primo film che stava dalla parte degli indiani. Talmente amato che dopo anni di ricerca (allora non c’era internet)sono persin riuscito a trovare su una bancarella uno straccio di vinile con la colonna sonora … e l’ho comprato.
Riguardo ad altre storie che vedrei sullo schermo: pensa ai romanzi del nostro Salgari. A parte il Sandokan televisivo, nessuno ha mai preso in considerazione la potenzialità di quelle storie… potenzialità che unite alla tecnologia potrebbero, secondo me, affascinare grandi e piccoli… Certo, non danno messaggi “politici”, ma vere, pure e sane avventure.
Dicembre 24, 2007 a 11:21 am
Anna
Well, I find it extraordinarily interesting.Good luck to all of you. And I’m sure you’ll do fine. Really. Just fine.
Dicembre 29, 2007 a 3:58 pm
Giuliana
Giancarlo… Come nessuno ha preso in considerazione i romanzi di Salgari a parte il Sandokan televisivo? Io mi ricordo almeno tre film per il cinema visti quando ero bambina…
E a parte quelli che mi ricordo io, dovresti dare un’occhiata alla filmografia in questa pagina:
http://it.wikipedia.org/wiki/Emilio_Salgari#Filmografia
Il Corsaro Nero è stato preso in considerazione dal cinema addirittura negli anni ‘20!!!
Puoi dire al limite che Salgari è stato ignorato negli ultimi 20 anni (e in questo mi pare in buona compagnia…)
Buon anno…
Dicembre 29, 2007 a 7:22 pm
giancarlo
Mi riferivo a trasposizioni di romanzi di Salgari ai giorni nostri. Infatti ho specificato che le potenzialità della storia unite alla moderna tecnologia con tutti i suoi effetti speciali e aggiungo adesso anche alla fantasia di sceneggiatori italiani, potrebbero creare film da far invidia agli Harry Potter, Carrozze d’oro e Pirati dei Caraibi: non ho dubbi.
Auguroni! Un abbraccio.
Dicembre 30, 2007 a 12:37 pm
Giuliana
Beh, sì… Avresti ragione se per caso in Italia esistesse qualcuno a cui interessa usare per il cinema la moderna tecnologia e gli effetti speciali… Che costano, però. E film che prevedono un budget di 3 milioni di euro al massimo (perché quelli al massimo potrebbe darti il ministero, siamo sempre lì…) non possono essere fatti con effetti speciali.
Soluzione: scrivere una sceneggiatura, tradurla in inglese e mandarla a qualche produttore americano, o italo-americano (De Laurentiis è ancora vivo e vegeta in quel di Los Angeles… chissà perché…).
Altrimenti sforzarsi a tirare fuori dei tre camere e cucina che parlino di autentici conflitti su posizioni molto forti e molto divergenti…
Qualche volta un buon low concept vale quanto un hih concept con effetti spettacolari.
Purtroppo in Italia non si fanno bene nemmeno i low, e di questo, oltre alla censura effettiva, si può incolpare anche quella preventiva degli sceneggiatori stessi che si castrano immediatamente… Oppure la sopravvalutazione delle proprie capacità e delle proprie storie.
Dicembre 30, 2007 a 3:47 pm
giancarlo
No, Giuliana, è solo questioni di soldi e con 3 milioni di €, non tiri fuori grandi cose da un film di avventura con tecnologia avanzata.
La mia era solo un’idea, ma capisco bene che tra il dire e il fare…
In quanto a capacità, sono ancora convinto che con a disposizione i fondi necessari, metteremmo in un sacco tutti gli hollywood di questo mondo… Siamo troppo fantasiosi noi italiani.
Riguardo poi alla sopravvalutazione delle proprie capacità e delle proprie storie, ti sfido a trovarne uno che non crede di essere il “più migliore assai” e meno male che è così, altrimenti non avrebbe senso mettersi a scrivere qualcosa pensando di essere perdente dall’inizio.
Una bella storia ambientata in tre camere e cucina, 100% Low, ha ancora un grande valore per me; ma che sia una bella storia però e sopratutto non pallosa… rischio che, in questo caso, è mille volte superiore rispetto al minimo di 3 o 4 locations.
Dicembre 31, 2007 a 3:42 pm
davideorsini
Per fare i film ci vogliono tante cose, ma per partire spesso le idee non bastano mentre i soldi si. Comunque a parte il concetto low o high, io credo che intanto si dovrebbero trovare le storie che “bucano” lo schermo. Se poi si ha i soldi per farle high bene, ma si possono anche fare low. lavorare di sottrazione (e quindi tendere all essenziale) è un lavoro davvero gratificante, anche se non si riesce a portarlo sugli schermi o sul palco. Ti insegna a far viaggiare la testa e a trovare le soluzioni. ti permette di non arrenderti, perchè i soldi mancheranno sempre. Io ho lavorato ad un musical che di partenza aveva una struttura lignea a due piani, e alla fine in scena c’era solo una scaletta in legno e un fondo nero. ma voi, del film E.T., non ricordate soprattutte la scena del “TELEFONO-CASA” ?
Cmq, a parte i romanzi, io cercavo di focalizzare l’attenzione sulla cronaca per trovare le STORIE DA GRANDE SCHERMO. Ne avete qualcuna?