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ROMEO E GIULIETTA – recensione 2

Un’altra recensione di Romeo e Giulietta in prosa e per tutti.

Romeo e Giulietta. Montecchi e Capuleti.
Due famiglie che si odiano e fanno scorrere il sangue appena si incrociano per le strade di Verona.
Verona, appunto. Una città e un balcone, il più famoso della storia della letteratura di ogni tempo.
Un amore impossibile, irrealizzabile, pericoloso, fatale.
Una storia raccontata dal più grande autore tragico di sempre, e che nei secoli è stata amata, letta, studiata, rielaborata, rivisitata, riproposta, celebrata. E resa immortale.
Ma qualcosa mancava.
La vicenda dei due amanti veronesi aveva ancora il “limite” della parola poetica, che suona sublime tra le labbra dei personaggi ideati da Shakespeare e tra quelle degli attori che tante volte ne hanno preso le sembianze, ma che non sempre può trovare accoglimento e comprensione da parte di chi non ha sviluppato un’adeguata dimestichezza col registro della versificazione.
Davide Orsini, regista teatrale, realizza così una versione in prosa della celeberrima pièce shakespeariana, lavorando sulla lingua originale e sulla sua traduzione italiana fino a rendere il testo fruibile a tutti.
L’opera riesce nel delicato compito di trovare il giusto equilibrio prosastico senza mai cedere alle tentazioni del prosaico. La lingua scelta dall’autore, infatti, pur se piegata alle esigenze dichiarate della fruibilità (il sottotitolo del libro recita appunto “adattato in prosa e per tutti”), mantiene la levigatezza lessicale che non può essere elusa nell’approccio a un testo così prezioso come il “Romeo and Juliet”.
Un’operazione culturalmente interessante, quella di Orsini, condotta con zelo e con il doveroso rispetto testuale. Un modo nuovo di rivivere la più affascinante e crudele tra le storie d’amore.

Gianluca Calvino

Questa sera in tv!

Doppio appuntamento questa settimana con Tutti pazzi per amore 3. La serie televisiva apprezzata più o meno da tutti verrà infatti proiettata anche di settimana (oggi, martedì 22 nov. 11) per cercare di battere la concorrenza.
Su Canale 5 infatti andrà in onda Baciati dall’amore, serie TV che vede tra i protagonisti anche il compianto Pietro Taricone oltre a Marisa Laurito e Lello Arena (scopri cosa c’è sugli altri canali con questa sera in TV).

Tutti pazzi per amore 3 segue la scia delle prime due stagioni cercando di fare leva sui buoni sentimenti, i valori di famiglia, le amicizie e – ovviamente – l’amore.
Questa volta però la terza stagione vuole percorrere un’esatta linea cronologica: 26 giorni durante i quali i nostri protagonisti dovranno vedersela con la quotidianità.
Ogni episodio è quindi un intero giorno di 24 ore e di conseguenza vedremo le vicende amorose trascorse nell’arco di 26 giorni (per 26 episodi) e più precisamente dal 7 dicembre al 1 gennaio, periodo durante il quale si accavallano diverse festività dando così origine a diverse storie da raccontare.
Un episodio potrà vedere in primo piano una festa (come per la sera della Vigilia, il giorno di Natale o la notte di Capodanno) ed un altro vedrà invece protagonista una vicenda amorosa, una partenza o un arrivo. C’è chi dovrà vedersela con una nuova convivenza e chi con una gravidanza.

Insomma, Emilio Solfrizzi & Company se la vedranno con gli imprevisti di tutti i giorni dando così una nuova e notevole impronta alla nuova stagione della serie televisiva più amata del momento!

(ANSA) – ROMA, 18 NOV – DAVIDE ORSINI, ROMEO E GIULIETTA DI
WILLIAM SHAKESPEARE ADATTATO IN PROSA E PER TUTTI (FERMENTO
EDITORE; PP 127; EURO 12,90). Cimentarsi con Shakespeare,
mettere le mani su cio’ che ha scritto e’ impresa da pazzi o
incoscienti. Il solo pensiero di sfidare il mito mette i
brividi. Difficile indicare Davide Orsini a quale categoria
appartenga ma di certo con il Grande Bardo ha dimestichezza,
visto che ha gia’ portato in scena in versione musical Romeo e
Giulietta. Stavolta, prima sua opera pubblicata, opera sulla
stessa tragedia ma da una angolazione diversa, quella narrativa,
appunto. Il risultato e’ sorprendentemente positivo: benche’
arcinota, la sfida tra le due famiglie veronesi con in mezzo,
schiacciato, l’amore della giovane coppia e gli inutili artifizi
di frate Lorenzo, conservano vitalita’ e freschezza; anzi, il
lettore e’ stimolato a proseguire nelle pagine come se si
trattasse di un giallo.
Certo, sarebbe sciocco attendersi il coinvolgimento profondo
cui spinge l’originale dell’autore di Stratford-upon-Avon, o la
poesia che lo innerva. Detratta di questi elementi che la
vivificano e la eternizzano, la vicenda Montecchi-Capuleti e’
disinnescata della sua potenza e il tema mostra talvolta i
limiti di un riuscito intreccio narrativo, opera di un provetto
artigiano della scrittura; tuttavia, l’esperimento ha una sua
ragion d’essere e soprattutto e’ realizzato attraverso un
intervento misurato e coerente; discreto e consapevole.
Dimenticando per un istante l’inarrivabile Romeo and Juliet,
l’adattamento di Orsini e’ godibile e autentico.

(ANSA).

Cari amici, oggi sono stato intervistato da Radio Rai 1, all’interno della rubrica RADIOLIBRI di Marco Tesei nella trasmissione BAOBAB. Se volete ascoltare la mia bellissima voce che spiega i retroscena del mio libro eccovi il podcast. Partite da minuto 56.30 e divertitevi.
Aspetto commenti e spero che compriate il libro!

Intervista a Davide Orsini, sceneggiatore e regista teramano

TERAMO – A Davide Orsini, scrittore e sceneggiatore teramano, Romeo e Giulietta porta decisamente bene: nel 2004, infatti, il 27enne esordì come regista teatrale a Roma proprio con una versione musicale di questa immortale tragedia shakespeariana, intitolata ‘Verona – non giurare sulla luna’. Fu un esordio fulminante. Ora, a distanza di 7 anni, ecco l’uscita il 4 ottobre scorso di questo ‘Romeo e Giulietta di William Shakespeare – Adattato in prosa e per tutti’, distribuito da Fermento editore di Roma, prima fatica letteraria del nostro.

Davide, parlaci di questo esordio.

“Il libro fa parte di una collana di classici in prosa dedicata ai poemi antichi, pubblicata in precedenza dalla casa editrice. L’idea di iniziare un nuovo percorso di adattamento delle opere teatrali shakespeariane ha orientato la casa editrice a scegliere una persona che avesse già avuto a che fare con questa particolare drammaturgia. Per me è stata l’occasione di cimentarmi un una nuova, bellissima sfida del mio lungo percorso di maturazione professionale.

Per la realizzazione di questo progetto – rendere cioè un testo teatrale accessibile a tutti – è stato necessario un grande impegno, incentrato soprattutto sulla ricostruzione di tutta l’ambientazione. Un lavoro decisamente non facile, posso garantirlo: in questo adattamento dell’opera il mio tentativo di ricreare un’ambientazione storica, oltre che i pensieri dei personaggi attraverso il testo, ha necessitato la creazione di una voce narrante fuori campo, assente nella versione originale. Inoltre ho lavorato molto sul linguaggio, rendendolo più semplice e accessibile a tutti, cercando comunque di preservare la musicalità e la bellezza della versione originale . Basta leggere il quarto capitolo-atto del libro per capire quanto la versione originale sia stata ampliata e rielaborata”.

Ogni scrittore, inutile negarlo, si identifica particolarmente in un determinato personaggio della storia. Quale tra quelli di questo romanzo ti rappresenta meglio?

“Qualunque scrittore direbbe Romeo o Mercuzio, ma sarò sincero: in questo momento se dovessi riconoscermi in qualcuno dei protagonisti, direi senza dubbio frate Lorenzo, che nel terzo atto spinge la coppia di adolescenti, rivoltisi a lui, ad amarsi ‘con moderazione’, che di per sé è una contraddizione. Sarà per colpa di una dose di cinismo che mi porto dietro di questi tempi. In questo dramma immortale ci sono visioni che entrano in conflitto e creano la tragedia. Frate Lorenzo rappresenta il portavoce di una società – quella di allora come quella di oggi – in netto contrasto con l’amore e le sue dinamiche celesti. Il loro amarsi è un insegnamento che riecheggia immortale nel tempo. Romeo e Giulietta rimarranno sempre un ideale romantico inarrivabile, un mito che amo nella letteratura e nel cinema, che spesso sono più grandi della vita. Per questo ha ancora senso riproporrli: dobbiamo ancora credere che certe emozioni, certi sentimenti, siano possibili.”

Quale speri sia la risposta del pubblico al tuo libro?

“Ovviamente spero che questo lavoro possa essere un trampolino di lancio per ciò che saranno le mie scelte future: incrociando le dita, se questo libro dovesse andare bene, penso che diverrebbe il primo di una intera collana dedicata ai testi shakespeariani. Sabato 22 ottobre, il libro è stato presentato anche nella mia amata Teramo, presso la libreria La Sapienza di corso San Giorgio dove è in vendita: confrontarmi con i miei amici e conoscenti è stato molto emozionante e, da quello che mi hanno riferito, le prime impressioni sono positive”.

Tralasciando per un istante Shakespeare, quale romanzo vorresti riadattare, se ti venisse chiesto?

“Da sempre nutro una passione viscerale per i tragediografi greci come Eschilo, Euripide e Sofocle. Proprio quest’ultimo, tra l’altro, ho voluto citarlo nel titolo di in un mio cortometraggio intitolato ‘Le leggi non scritte’, basato sul conflitto ideologico tra le leggi dello Stato e quelle non scritte dei sentimenti, del sangue, dell’umanità: un chiaro riferimento alle Apaxa legomena citate da Sofocle nell’Antigone. Se mi si dovesse presentare l’occasione, non esiterei ad accettare un riadattamento di un’opera di questi autori classici.

La mia passione per loro non si affievolirà mai. Per ora, mi accontento di veder pubblicato un secondo lavoro letterario, scritto parallelamente a questo Romeo e Giulietta, intitolato ‘La Muraglia Cinese’ (Avagliano editore): è un saggio socio-economico che riguarda l’ impatto dell’immigrazione cinese nel tessuto industriale di Prato. Mi è stato proposto di scrivere la storia di un gruppo di ragazzi che hanno lavorato diversi mesi a Prato nel tentativo (fallito, purtroppo) di integrare i tanti lavoratori di etnia cinese togliendoli dal fango del lavoro in nero”.

NOTIZIA!
Da oggi in libreria potrete trovare il mio primo romanzo pubblicato ROMEO E GIULIETTA – adattato in prosa e per tutti pubblicato con la casa editrice Fermento.
Aspetto commenti!

Il 27 febbraio, al Kodak Theatre di Los Angeles, andrà in scena la consegna degli oscar. Quest’anno ho deciso di vedere tutti i film candidati nelle categorie più importanti per poter fare finalmente dei pronostici ponderati. Premetto che non ho visto capolavori (l’unico che si avvicina a tale definizione è IL CIGNO NERO di Aronowsky), ma quest’anno ci sono dieci ottimi film.

MIGLIOR FILM
pronostico: THE SOCIAL NETWORK
outsider: IL CIGNO NERO

In realtà i pronostici sono tutti per IL DISCORSO DEL RE, che ha tutte le carte in regola, ma non è assolutamente un film indimenticabile. THE SOCIAL NETWORK ha dalla sua parte la contemporaneità, è un film del 2011 che racconta (molto bene) il presente ed emoziona. IL CIGNO NERO è un film a mio avviso superiore, probabilmente il più bello dei dieci in lizza. tuttavia Aronowsky è più un regista da festival, e un thriller psicologico come il suo resta un outsider di lusso.

MIGLIOR REGISTA
pronostico: DAVID FINCHER per The Social Network
outsider: DARREN ARONOWSKY per Il Cigno Nero

60 volte su 82 il miglior regista è quello del miglior film. Tralasciando la scandalosa assenza di Christopher Nolan (che per me se lo sarebbe aggiudicato a mani basse), David Fincher e la sua asciuttezza ritmica non dovrebbero aver problemi. Naturalmente se la spuntasse Aronowsky e la sua barocca orchestrazione non ci sarebbe nessuna polemica. Post scriptum: qualcuno ha notato la mancanza dei Coen? Bene, perchè li trovo (da anni) sopravvalutati e noiosi, così come il loro IL GRINTA. Sentieri Selvaggi di John Ford era un film molto più innovativo nel suo genere.

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA
pronostico: COLIN FIRTH per Il Discorso Del Re
ousider: JAMES FRANCO per 127 ore

I disabili vengono (quasi) sempre premiati. Non farà eccezione Colin Firth, eccellente balbuziente a Buckingham Palace. Considerando anche IL DISCORSO DEL RE raccoglierà meno di quello che ha seminato, questo oscar è sacrosanto. Anche se occhio a tutti gli altri, con James Franco in prima fila. In 127 ore di Boyle regge il film da solo, senza mai scendere nel patetismo. E la solitudine già ha premiato all’Academy un pezzo da novanta come Tom Hanks. PS. qui si consuma un’altra ingiustizia dell’Academy, l’esclusione di Paul Giamatti de LA VERSIONE DI BARNEY. Vale il discorso fatto per Nolan: avrebbe vinto lui.

MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA
pronostico: NATHALIE PORTMAN per Il Cigno Nero
outsider: MICHELLE WILLIAMS per Blue Valentine

Qui non dovrebbe esserci storia, a meno che la Portman non venga colpita dalla maledizione Aronowsky che non riesce a far vincere oscar già assegnati ai suoi attori (vedi Ellen Burstyn e Mickey Rourke). L’interpretazione ne IL CIGNO NERO è pura emozione, corpo e anima messi a nudo dalla danza e dall’ossessione. Occhio a Michelle Williams, che porta sullo schermo un personaggio molto complesso in BLUE VALENTINE ed è (come le accade molto spesso) perfetta. Dolente e bellissima. PS. non vincerà, ma occhio a Jennifer Lawrence di UN GELIDO INVERNO: questa ragazza spacca lo schermo e la rivedremo presto sul gradino più alto del podio.

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
pronostico: CHRISTIAN BALE per The Fighter
outsider: JOHN HAWKES per Un Gelido Inverno

Esco allo scoperto e dico: spero che vinca John Hawkes. Con la sola forza dello sguardo e della voce dipinge un personaggio magnifico. Lavora di sottrazione, al contrario di Christian Bale, super favorito grazie a un ruolo borderline, che lo costringe alla solita metamorfosi fisica che agli oscar paga sempre. Vedremo, questa categoria ha sempre sorpreso.

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
pronostico: MELISSA LEO per The Fighter
outsider: JACKY WEAVER per Animal Kingdom

Mea culpa, non ho visto Animal Kingdom. Perciò, visto che secondo me non c’è storia e Melissa Leo dovrebbe spuntarla su tutte (a meno che non si decida di premiare la bambina prodigio de IL GRINTA, ma lo trovo improbabile), metto la Weaver outsider concedendole il beneficio del dubbio.

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
pronostico: IL DISCORSO DEL RE di David Seidler
outsider: I RAGAZZI STANNO BENE di Lisa Cholodenko e Stuart Blumberg

Altro mea culpa: non ho visto Another Year, che sarà pazzesco e meritevole. Quindi nell’ignoranza assegno l’oscar a IL DISCORSO DEL RE, che almeno sulla carta era scritto benissimo. Ottime chance anche per I RAGAZZI STANNO BENE, una commedia sull’infelicità familiare che non affonda mai nella retorica e scorre piacevolmente dalla prima all’ultima scena.

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
pronostico: THE SOCIAL NETWORK di Aaron Sorkin
outsider: UN GELIDO INVERNO di Debra Granik e Anne Rossellini

Altra categoria abbastanza prevedibile. La sceneggiatura di Aaron Sorkin è perfetta: brillante, coinvolgente (anche se si parla di logaritmi e robe da nerd), ritmo perfetto. Il film è trascinato dalle battute fulminanti della sceneggiatura e se The Social Network fosse battuto nelle altre categorie, qui non può, sarebbe scandalo. Sempre che non vengano premiati i silenzi e la vividezza dei personaggi di UN GELIDO INVERNO, capaci da soli, con poche parole, di trascinare il film.

Carissimi,
vi auguro buon natale e buon anno nuovo. Il 2010 ha regalato un piccolo gioiello cinematografico che potrà davvero allietare le vostre feste al cinema invece dei babbi natale o del cinepanettone. Trattasi di AMERICAN LIFE (titolo originale : AWAY WE GO) di Sam Mendes. Che mi ha suggerito una curiosità: come mai alcuni registi raggiungono la piena maturità con film che parlano di gravidanze. Mi vengono in mente, oltre a Sam Mendes, anche Roman Polansky (Rosemary’s Baby) e Jason Reitman (Juno). Che ne dite?

“La nostra vendetta sarà il sorriso dei nostri figli” (Bobby Sands)

Bobby Sands, vero nome Robert Gerard Sands, in irlandese Roibeard Gearóid Ó Seachnasaigh, (Belfast, 9 marzo 1954 – Long Kesh, 5 maggio 1981), è stato un attivista nordirlandese. Morì durante lo sciopero della fame del 1981, nella prigione di Long Kesh, conosciuta col nome di Maze, nei pressi di Lisburn. Sciopero indetto per far riconoscere ai sè e i propri compagni lo status di prigioniero politico. Durante lo sciopero di Maze morirono dieci militanti dell’Ira, compreso Bobby, che resistette 66 giorni prima di morire.
A lui sono stati dedicati due film molto belli e molto diversi tra loro. SOME MOTHER’S SON , di Terry George, e HUNGER di Steve McQueen. Due film da vedere e confrontare, perchè profondamente diversi: il primo appassionato, caldo, melodrammatico, basato sul punto di vista delle madri, costrette a scegliere di appoggiare lo sciopero della fame dei figli, anche se questo li porterà alla morte; agghiacciante, silenzioso, impietoso il secondo, in cui il corpo piagato di Bobby Sands ce lo fa accostare immediatamente a un Gesù Cristo rivoluzionario, che è morto per un ideale.

Festeggio il mio compleanno regalandomi (e regalandovi) un articolo su di me a cura del buon Vincenzo Lisciani Petrini, pubblicato su PRIMA PAGINA, mensile teramano. Teramo è la mia città: era ora che mi dedicasse un pezzo!

L’articolo potete leggerlo qui, andando a pag. 42.
Oppure andando alla pagina Chi è Davide Orsini? Perchè vuole fare lo sceneggiatore? di questo blog.

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